È tutto un complotto

Aggiornato il: apr 2

Hanno trovato il vaccino anti-Covid a tempo di record!

“Ci hanno messo troppo poco, non mi fido.”

Approvato finalmente il vaccino in Europa.

“Che lentezza! In Inghilterra e in America hanno già iniziato a vaccinare.”

Le vaccinazioni vengono riprese in televisione.

“Vergognosa spettacolarizzazione.”

Vaccinano a telecamere spente.

“Lo fanno di nascosto. Qualcosa non quadra”

Parte la campagna per la vaccinazione di massa.

“Dovrebbero vaccinarsi prima i politici, se hanno il coraggio.”

Un politico si vaccina per primo pubblicamente.

“Non ne aveva il diritto! Ha saltato la fila!”



Diversi vaccini contro il coronavirus sono stati prodotti in meno di un anno, a tempo di record: un grande successo della ricerca scientifica. La distribuzione e la conseguente campagna vaccinale hanno avuto qualche intoppo iniziale, a causa dell’enorme richiesta (una produzione destinata teoricamente al 100% della popolazione mondiale, evento unico nella Storia), anche perché lo sviluppo delle infrastrutture non è andato di pari passo con quello della ricerca scientifica. Ciononostante, resta il fatto che gli scienziati non erano mai riusciti finora a sviluppare un vaccino in tempi così rapidi. Eppure, come si vede sopra, quest’impresa pare non abbia suscitato nel popolo tutto l’entusiasmo che ci si sarebbe aspettati.

Sui vaccini si sono ovviamente fatti sentire i tradizionali NoVax, ma sin dall’inizio della pandemia non sono mancate proteste anche contro le misure e le restrizioni anti-Covid. In molti hanno gridato all’oppressione e alla dittatura sanitaria, anche se non era chiaro da parte di chi e con quali obiettivi: con una pandemia che ha coinvolto tutto il mondo, i governi della Terra avrebbero dovuto complottare tutti insieme (e sarebbe stata anche questa una prima volta nella Storia).

Accanto alle proteste sulle limitazioni delle libertà personali sono comparsi i negazionisti del virus: chi ne negava la gravità, chi era convinto che fosse stato creato intenzionalmente in laboratorio, chi ne negava del tutto l’esistenza, invenzione di qualche oscura élite (Big Pharma, Bill Gates?) per terrorizzarci e lucrare sulla nostra pelle. (Ho usato i verbi al passato, ma temo che potrebbero essere coniugati anche al presente, visto che molte di queste convinzioni persistono tuttora).

Di teorie negazioniste e complottiste ne sono sempre esistite, pensiamo a quelle sui cambiamenti climatici, sul 5G, persino sulla sfericità della Terra... Dietro fenomeni all’apparenza inspiegabili o fuori dalla routine quotidiana, ognuna di queste teorie immagina che ci sia qualcuno nascosto – come per il virus - a congiurare e a raccontarci bugie per spaventarci o per guadagnarci. E a sostegno delle sue tesi diffonde notizie infondate in campo medico, economico, storico, che spesso si mimetizzano col linguaggio scientifico, compromettendo così millenni di evoluzione umana.

Se facciamo un passo indietro, scopriamo che in origine i popoli primitivi, per spiegare gli eventi naturali e atmosferici a cui assistevano, come il moto del sole e della luna, l’alternanza tra giorno e notte, le tempeste, i terremoti e così via, non avendo indizi su cui basarsi, spiegavano tutto con una volontà superiore, con esseri soprannaturali o sovrumani che regolavano i fenomeni facendo muovere gli elementi. Ci sono voluti millenni di studi e di progressi scientifici, tecnologici e intellettuali, per iniziare a capire come funzionano il mondo e l’universo.

A monte del negazionismo e del complottismo c’è forse qualcosa che richiama un po’ quelle origini, una tendenza a ricondurre ciò che succede intorno e che non riusciamo a spiegarci ad un’azione deliberata, all’intenzione di qualcuno; ma anche una tendenza a semplificare questioni complesse, cercando spiegazioni facili e lineari. Se non si trovano spiegazioni, o quelle disponibili sono troppo complesse, allora se ne producono di semplici. Un bisogno psicologico di avere in qualche modo il controllo della realtà.


Vedere ovunque complotti ci assolve anche dalle nostre responsabilità, ci esenta dall’impegno politico e sociale: se siamo convinti che il mondo sia retto da società segrete, dai vari Bilderberg, Deep State, Soros o chicchessia, che cospirano per un “nuovo ordine mondiale”, che cosa possiamo fare noi poveri mortali? Solo arrenderci e protestare.

Ma le teorie cospirative sono in realtà più dannose per i cittadini di quanto possa sembrare: indirizzano l’opinione pubblica verso pericoli immaginari distraendola dalle minacce vere. Anziché creare improbabili complotti e intrighi – degni di trame hollywoodiane - il potere autoritario e tutte le dittature hanno sempre cercato piuttosto di prevenire e punire ogni forma di pensiero. Il pensiero, le libere opinioni, sono sempre state viste con sospetto dai regimi autoritari, considerate ancora più pericolose delle aperte ribellioni, delle manifestazioni violente.

Verrebbe quasi da pensare che non ci sia niente di più trasparente dei veri complotti e intrighi, dato che quelli veri vengono orditi per ottenere risultati che quindi a un certo punto vengono raggiunti. Lo stesso vale per i segreti, mantenuti per obiettivi che giungono prima o poi alla luce. Più prima che poi, specialmente quando sono in tanti a conoscerli, visto che spesso sono svelati da “gole profonde”. Dietro a un segreto, a un complotto, c’é sempre qualcuno interessato a venirne a conoscenza, così come c’è sempre qualcuno pronto a rivelarlo, spontaneamente, per gloria personale, o per interesse. Solo un ingenuo può credere che non esistano ricompense adeguate a indurre qualcuno a svelare prima o poi un segreto.

I complotti reali, una volta smascherati, finiscono sui giornali e sui libri di storia. Le teorie del complotto, invece, alludono a retroscena mai portati alla luce, a questioni irrisolte, come se i presunti complottisti non facessero mai un passo falso, pianificando tutto nei minimi dettagli, senza incidenti di percorso. Surreale ancor prima che irreale, soprattuto per i grandi complotti “planetari”.

Ci sono stati avvenimenti straordinari, eventi storici che hanno impressionato, emozionato ma spesso anche angosciato gli abitanti del pianeta. In molti vi hanno visto delle regìe nascoste che operavano dietro le quinte. Come lo sbarco americano sulla Luna del 1969, al centro di sospetti di falso. Se fosse stata davvero una messinscena i sovietici – accerrimi rivali degli americani nella corsa allo Spazio - avrebbero avuto tutto l’interesse a smascherare la finzione e avrebbero potuto assoldare qualche spia o traditore fra tutte le figure coinvolte nel programma Apollo della NASA, tra Houston e Cape Canaveral (come i tecnici, gli informatici, gli scenografi che avrebbero emulato l’ambiente lunare...). Eppure non è mai saltato fuori neanche uno straccio di testimonianza o di prova che smentisse l’effettivo sbarco. Tanto più che altri sbarchi lunari di missioni Apollo si sono susseguiti nei successivi tre anni.

E nell’attacco alle Torri Gemelle del settembre 2001, anch’esso a sua volta sotto “attacco” da parte di negazionisti e complottisti, quante persone si sarebbero dovute coinvolgere nella congiura? Per sviare le forze di sicurezza, per nascondere prove, per tenere i contatti con gli attentatori, per imbottire le torri di esplosivo, per organizzare insomma il tutto? Centinaia, forse migliaia di persone. Possibile che in vent’anni nessuno abbia mai confessato, magari dietro una cospicua somma, o fatto neppure un passo falso, lasciando scoprire una prova del complotto?

Intendiamoci: mettere in discussione ciò che ci viene detto o pretendere chiarezza su questioni ambigue è perfettamente legittimo, tanto più che tutti abbiamo creduto a qualcosa erroneamente, senza prove concrete. La nostra mente prende a volte delle scorciatoie, consolidando credenze che non abbiamo mai messo alla prova. Il cervello tende a individuare schemi conosciuti, a fare ordine nel caos, un po’ come avviene col “triangolo di Kanizsa”: un insieme di figure geometriche incomplete, in cui individuiamo due triangoli equilateri sovrapposti e tre cerchi neri, che in realtà non esistono. Questa propensione a individuare schemi (anche dove non ci sono) si è evoluta nei millenni per collegare cause ed effetti e riconoscere i pericoli. La nostra mente ci aiuta a colmare i vuoti, tramite le nostre esperienze e conoscenze. Si tratta di tendenze psicologiche universali: siamo tutti meno razionali di quanto pensiamo di essere, poco disposti a mettere in discussione le nostre convinzioni, qualunque esse siano, e ad accettare prove che le smentiscano.


Le teorie cospirative e negazioniste prolificano laddove c’è ostilità, rivalità, dove la società è fortemente spaccata. Lo abbiamo visto durante i quattro anni della presidenza Trump negli Stati Uniti, dove la conflittualità si è inasprita e ha dato spazio ai complottisti di QAnon e alle loro teorie balzane e pericolose.

Il complottismo si nutre di un dibattito polarizzato, di un’esasperata distinzione tra “noi” e “loro” che alimenta sospetti e sfiducia reciproca. Siamo un po’ tutti a rischio, nessuno è immune dal pericolo. Pensiamo a quanti post sui social media dall’inizio della pandemia sono stati indirizzati contro qualcuno: “chi ci governa”, “i vacanzieri estivi in discoteca”, “chi pensa allo sci mentre la gente muore”, “quelli che tengono la mascherina abbassata”, “i runners che fanno jogging senza mascherina”…. Cerchiamo sempre di incolpare dei responsabili, magari inconsapevoli, che magari non congiurano volutamente, ma che comunque sono la causa di eventi negativi, di episodi riprovevoli a cui assistiamo. Forse nessuno di noi è poi così diverso da quei nostri antenati che vedevano entità soprannaturali e divinità muovere il sole, scatenare terremoti e giocare coi destini umani trattandoci come burattini. Probabilmente siamo davvero un po’ “burattini”, alla mercé delle nostre convinzioni e delle nostre ideologie, poco inclini ad accettare altre versioni, a pensare fuori dai nostri schemi precostituiti (quello che in inglese chiamano “out-of-the-box thinking”).

Ci comportiamo così diversamente dai complottisti che tanto condanniamo? Spesso, quando le cose vanno male, quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, càpita anche a me di prendermela con qualcosa o con qualcuno, e nel mio subconscio sono portato a credere che – se non proprio Soros o Big Pharma – perlomeno il destino stia complottando contro di me. A voi non succede?


© Louis Petrella

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