Napule รจ
- Louis Petrella
- 13 mar 2019
- Tempo di lettura: 10 min
Aggiornamento: 19 nov 2023
Napulโ รจ tutto nu suonno E a' sape tutto o' munno Ma nun sanno โa veritร
Per la musica italiana il 2015 รจ iniziato con un lutto: domenica 4 gennaio, nella sua casa di campagna in Toscana, รจ morto per infarto a 59 anni il cantautore napoletano Pino Daniele. Pur avendo quasi sempre cantato (e parlato) in dialetto napoletano, rappresentando dunque unโicona per la sua cittร natale, Pino Daniele si era ormai stabilito da anni a Roma e, sempre piรน spesso, trascorreva i periodi di riposo nella sua residenza in Maremma (non lontano tra lโaltro dalla mia casa di Pitigliano).

Le cronache dei giorni successivi alla sua morte si sono soffermate, come spesso in questi casi, su tristi vicende familiari e private, su dissapori tra figli, compagne, ex-mogli, ma anche sullo sconcerto e la delusione dei suoi concittadini per la scelta della famiglia di svolgere i funerali a Roma. I napoletani si sono sentiti traditi e hanno espresso questo loro disappunto con tale veemenza che alla fine si รจ deciso di celebrare anche un โfunerale-bisโ a Napoli. Analogamente a quanto avvenne coi funerali di Totรณ nel 1967.
In realtร , Pino Daniele era quasi fuggito da Napoli, da quella sua cittร che una volta disse di amare e odiare insieme, cosรฌ come si ama e si odia unโamante crudele che ti fa male e ti ferisce, anche se ti ci senti pazzamente legato e non riesci a immaginartene lontano. Tantโรจ che starci vicino diventa un piacere fisico e una sofferenza psicologica. E viceversa...
Napoli la si ama o la si odia. O tuttโe due insieme, appunto. Non ci sono vie di mezzo. Anche perchรฉ questa cittร รจ una metafora che mette in scena tutti i pregi e tutti i difetti dellโItalia. Se uno straniero mi chiedesse di sintetizzare in una sola parola le caratteristiche, i vizi e le virtรน degli italiani, gli risponderei: โNapoliโ.
Napoli รจ il luogo simbolo dellโItalia. Non lo sono la Toscana nรฉ lโUmbria, troppo bucoliche, troppo verdi, cui mancano popolaritร e carattere metropolitano. Ma nemmeno Milano o Torino, che hanno assorbito troppo spirito transalpino e mitteleuropeo dallโoccupazione napoleonica e austriaca, e a cui mancano comunque il mare e il sole, sempre protagonisti nella nostra penisola. Nรฉ lo sono in fin dei conti neanche Firenze, Roma o Venezia: troppo museali, troppo turisticizzate e per questo forse meno genuine, per lo spirito italiano.
ร Napoli il luogo simbolo dellโItalia. Questa cittร racchiude e concentra in poco spazio gli estremi dellโitalianitร , quanto di meglio e di peggio possa essere generato da questo Paese. Anzi, li amplifica, li esaspera, concentrando e condensando assieme arte di vivere, bellezza, umanitร da un lato, rassegnazione, degrado, illegalitร dallโaltro.

Pure per la sua storia, Napoli รจ emblematica delle vicissitudini attraversate dallโintero Stivale. Antica colonia greca, poi luogo di villeggiatura molto ambรฌto sotto lโImpero Romano, colpita da cataclismi naturali (eruzioni del Vesuvio, terremoti...), Napoli รจ stata in seguito bizantina, normanna, terra di dominazione straniera per lunghi secoli, dagli Angioini agli Aragonesi, fino ai Borbone, che lโhanno resa una grande capitale europea prima di molte altre. Giร dal Seicento Napoli aveva un carattere urbanistico che altre cittร europee avrebbero acquisito solo secoli piรน tardi. Nella capitale del Regno delle Due Sicilie furono realizzate, nel โ700, la Villa Reale (lโodierna Villa Comunale) sul modello delle Tuileries ma sul mare, il corso Maria Teresa (ora Vittorio Emanuele) definito da Goethe la piรน bella strada del mondo, via Toledo e vari vialoni ornati da alberi e fontane monumentali, come quello di Poggioreale. La reggia di Caserta eguagliava per sfarzo ed eleganza quella di Versailles e, anche nellโindustria, Napoli era molto avanzata tanto che proprio qui fu realizzata la prima linea ferroviaria italiana, la Napoli-Portici, nel 1839.
Dopo lโunitร dโItalia molto รจ stato abbandonato o sventrato da speculazioni urbane, e in tanti attribuiscono proprio allโUnitร , di fatto una conquista da parte dei Piemontesi, il sorgere dei fenomeni di illegalitร , di mafia, di camorra, di ribellione allโautoritร statale, ma anche di un certo senso di fatalismo e rassegnazione, che in realtร giร esistevano, latenti, durante la dominazione spagnola.
NellโOttocento, sulla scia del Romanticismo, la letteratura napoletana, i poeti, i pittori, i musicisti costruivano lโimmagine di una Napoli abbagliata di sole, di mare, dโamore, creando cosรฌ quello stereotipo che ha segnato cosรฌ a lungo questa cittร , conferendole quel carattere tipico โ โO sole mio - che ha tanto affascinato ma che รจ stata anche una condanna, rinchiudendo in una sorta di โriserva indianaโ, a uso e consumo del folklore, tutti i problemi e le contraddizioni della societร napoletana. โChistโรจ โo paese dโ โo sole, chistโรจ โo paese dโ โo mare, chistโรจ โo paese addรฒ tuttโ โe pparole, sรฒ doce o sรฒ amare, sรฒ ssempe parole dโammoreโ: questo รจ il paese del sole, questo รจ il paese del mare, questo รจ il paese dove tutte le parole, che siano dolci o amare, sono sempre parole dโamore.
Cโรจ voluta la guerra, il dopoguerra e il Neorealismo per cambiare rotta e stile letterario: basta parlare di mare, sole, cuore! Guardiamo piuttosto allo squallore dei โbassiโ, alla criminalitร , alla camorra, alla sporcizia, eliminiamo il trucco col quale si รจ abbellito per troppi anni il volto di Napoli!
Ci sono voci che si distinguono, come quella di Roberto Saviano che ha denunciato a tutto il mondo la camorra e il malaffare; ma purtroppo si continuano sempre a vedere cumuli di spazzatura per strada, nรฉ si contano tuttora le violazioni alla legge: dai quattro โscugnizziโ sul motorino senza casco, alla delinquenza di strada, alla criminalitร organizzata...
Eppure perdura lo splendore dei panorami mozzafiato di Capri, Sorrento, Posillipo, e sono ancora tanti gli artisti che cantano Napoli, che poetizzano la pittoresca suggestione dei โbassiโ... ร forse unโimmagine venerata ancora da troppi, โla bella Napoli, il lungomare, i panni stesi, i vicoliโ, e a molti questa visione oleografica e idealistica puรฒ bastare perchรฉ, per tutto il resto che manca, per tutto quello che va male, Napoli puรฒ essere una scusa. A Napoli infatti bisogna dire che in molti hanno tentato, e fallito. Piccole e grandi sconfitte di chi ha provato a portare nuove proposte, culturali, politiche o sociali, e dopo un poโ se nโรจ stancato, perdendo lโentusiasmo. Adducendo la scusa di Napoli.
Cosรญ Napoli รจ diventata una scusa per quelli che rimangono e si guardano intorno, si avviliscono e si sentono sconfitti, frustrati, delusi. O preferiscono piangere e lamentarsi piuttosto che darsi da fare. Vivacchiando, sopravvivendo.
Napoli รจ una scusa per quelli che se ne sono andati e che non ci possono piรน tornare. Perchรฉ se ne sono dovuti andare per affermarsi, per trovare la propria strada, ma questa maledetta cittร gli manca ogni giorno e forse la odiano perchรฉ altrove non si puรฒ essere felici. โVedi Napoli e puoi muoriโ, si dice, no?
Napoli รจ una scusa per quelli che se ne vogliono andare, e non possono. Che campano tutti i giorni pensando che alla prima occasione utile partono e non tornano piรน, che questo posto fa schifo e non si puรฒ fare niente. Ma poi ci restano perchรฉ Napoli gli tarpa le ali, non li fa volare via.
Pino Daniele forse per questo se nโera andato in Toscana e a Roma, non voleva piรน scuse. Che ci stava a fare a Napoli, dove tutti erano dโaccordo con lui ma poi autoassolvevano, โbasta ca ce sta o sole, basta ca ce sta o mare?โ A lui il sole e il mare non bastavano piรน. โTanto lโaria sโร dda cagnร โ, diceva: prima o poi lโaria deve cambiare.
E davvero lโaria poteva e potrebbe ancora cambiare. Dagli anni โ70 e dopo il terremoto del 1980, Napoli tenta il riscatto: una nuova vita (anche nel calcio, con Maradona e i primi due scudetti). Ma un riscatto trascinato soprattutto da una โnew waveโ di giovani artisti, attori e musicisti. E cosรฌ alla Napoli di Totรฒ, dei fratelli De Filippo e di Carosone (โTu vuoโ fร lโamericanoโ), si รจ sostituita quella di Edoardo Bennato, della Nuova Compagnia di Canto Popolare, di Massimo Troisi, di Pino Daniele...
E proprio questi ultimi due, Pino Daniele e Massimo Troisi hanno guardato lโamata Napoli in faccia e le hanno detto: โStai sbagliandoโ. Va bene le contraddizioni, va bene la Storia, va bene tutto. Ma lascia โsto mandolino, butta via โsta pizza e cerca di muoverti. E questo lo si puรฒ dire a qualcuno solo se lo si ama veramente. Il resto รจ corteggiamento, attrazione, flirt. Se si ama qualcuno non gli si perdona niente, e loro non hanno mai perdonato niente a Napoli. Hanno avuto il diritto e il coraggio di giudicarla.
Quindi forse non รจ vero che Pino Daniele ha tradito Napoli, forse รจ Napoli che si รจ dimenticata di Pino Daniele. Quella Napoli spenta e pigra, che usa se stessa come scusa per restare tutto il giorno a letto a commiserarsi. Napoli che non si sveglia se non per offendersi. Mai per riscattarsi.

Nelle canzoni di Pino Daniele traspare questo sentimento, questa amarezza, questo rimprovero alla sua cittร , ma sempre insieme alla speranza e allโesortazione di riscatto. โQuanno chioveโ si conclude con la promessa e la certezza che prima o poi lโaria deve cambiare, โlโaria sโร dda cagnร โ. Nella famosissima โNapulโ รจโ, che i napoletani hanno eletto un poโ a loro manifesto, compaiono i colori, le paure, la constatazione che in questa cittร non si รจ mai soli e si passeggia sempre in mezzo agli altri, anche se della sporcizia non importa niente a nessuno e tutti aspettano semplicemente la fortuna.
โTerra miaโ invece comincia al negativo, ma termina con la speranza: โCommโรจ triste e commโรจ amaro sta assettato a guardaโ tuttโe cose e tuttโรจ parole che niente ponnโ faโโ.
Comincia col ricordarci che quando guardi qualcuno che ami e che si sta rovinando, senti solo tristezza e amarezza. E le senti prima dellโamore. Prima di vedere i โmille culuriโ. Ma termina con la constatazione della pienezza di libertร : โTerra mia, terra mia, tu sรฌ chiena 'e libertร , Terra mia, terra mia, รฌ mรฒ a siento 'a libertร โ
Napoli amarezza e Napoli libertร . Le due componenti convivono e si integrano, e per sconfiggere il fatalismo, vincere la rassegnazione e superare la pigrizia, non cโรจ bisogno di scuse nรฉ di rinunciare al mare o allโamore. Per riscattare le condizioni di vita di un popolo non vanno necessariamente sacrificati i contenuti umani del suo modo di essere. Dopotutto abbiamo detto che Napoli riassume anche le virtรน e i pregi degli italiani, di cui umanitร e fantasia rappresentano solo una parte. Ci sono anche aspetti pratici che hanno permesso a questo popolo di rialzarsi sempre (o di restare sempre in piedi...) nonostante i suoi tanti problemi.
La coesione e la tenuta sociale, per esempio. La filosofia di vita. Se confrontato con altri popoli, il tasso di suicidi in Italia e a Napoli รจ molto basso, cosรฌ come il tasso di alcolismo. Tedeschi e scandinavi, inglesi e olandesi si ubriacano, lโalcol lassรน รจ un flagello sociale. Nelle cittร del Nord Europa si vedono di sera giovani e meno giovani barcollare per la strada, vomitare sul marciapiede, urlare, picchiarsi. Il tutto per aver sfogato nellโalcol la repressione, la disciplina, lโautocontrollo, accumulatisi durante il giorno.

In Italia, e tanto meno a Napoli, non esiste la piaga dellโalcolismo. Lo stile di vita รจ di per sรฉ un antidoto allโalcol, e la sera si cerca il vero divertimento, il rilassamento, perchรฉ lโadrenalina รจ giร stata tutta esaurita nel corso della giornata, al contrario di quanto accade al Nord.
Pertanto, il desiderio di togliere il trucco dal volto imbellettato di Napoli non deve eliminare, oltre ai cosmetici, pure la pelle del viso di un popolo che, anche senza chitarre e senza mandolini, continua ad avere in ogni caso una propria fisionomia, una propria caratteristica, e anche una propria umanitร .
Edoardo Bennato, altro grande cantautore napoletano, anche se non dialettale e con uno stile decisamente diverso da quello di Pino Daniele, esalta questa umanitร nel finale della propria canzone โTira a campareโ, dopo avere elencato con dolore difetti e debolezze di questa cittร , che pure lui, laureato, โlโaveva detto lui stesso, che era sbagliato, che non era giustoโ. Ma anche un laureato, un dottore, puรฒ dire โtira a campare, chรฉ qua almeno, bene o male, cโรจ ancora un poโ di umanitร โ.
Allora, sarร forse vero ciรฒ che dice Pino Daniele quando afferma che Napoli โla conosce tutto il mondo, ma non conoscono la veritร โ. Perchรฉ, oltre allโimmagine oleografica del sole e del mare, o a quella rassegnata di โGomorraโ e dei rifiuti per strada, bisogna saper osservare molto attentamente per scoprire il vero volto e la vera anima di quella cittร che davvero Napulโ รจ.
ยฉLouis Petrella
Marzo 2015 ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
NAPULE ร (Pino Daniele)
Napoletano Italiano
Napulโ รจ mille culure Napoli รจ mille colori Napulโ รจ mille paure Napoli รจ mille paure Napulโ รจ a voce de' criature Napoli รจ la voce dei bambini Che saglie chianu chianu che sale piano piano E tu sai ca' nun si sulo e tu sai che non sei solo
Napulโ รจ nu sole amaro Napoli รจ un sole amaro Napulโ รจ addore 'e mare Napoli รจ odore di mare Napulโ รจ na' carta sporca Napoli รจ una carta sporca E nisciuno se ne importa e nessuno se ne importa E ognuno aspetta a' sciorta e ognuno aspetta la fortuna
Napulโ รจ na' camminata Napoli รจ una passeggiata Int' e viche miezo all'ate nei vicoli, in mezzo agli altri Napulโ รจ tutto nu suonno Napoli รจ tutto un sogno E a' sape tutto o' munno e la conosce tutto il mondo Ma nun sanno โa veritร . ma non conoscono la veritร
Napulโ รจ mille culure (Napulโ รจ mille paure) Napulโ รจ nu sole amaro (Napulโ รจ addore e' mare) Napulโ รจ na' carta sporca (E nisciuno se ne importa) Napulโ รจ na' camminata (Int' e viche miezo all'ate) Napulโ รจ mille culure (Napulโ รจ mille paure) Napulโ รจ nu sole amaro (Napulโ รจ addore e' mare) ___________________________________________________________________________________________
TERRA MIA (Pino Daniele)
Napoletano Italiano
Comm'รจ triste e comm'รจ amaro Comโรจ triste e comโรจ amaro
st'assettato e guardaโ Starsene seduto a guardare
tutt'รจ cose, tutt'e parole Tutte le cose e tutte le parole
ca niente pรฒnno fร Che niente possono fare
si m'accir agg'jettato chellu poco 'e libertร Se mi uccido butto via anche quel po' di
libertร
ca sta' terra e sta' gente 'nu juorno m'adda rร Che questa terra e questa gente un giorno
mi dovrร dare
Terra mia, terra mia, comm'รจ bello a la penzร Terra mia, terra mia, comโรจ bello pensarla
Terra mia, terra mia, comm'รจ bello a la guardร Terra mia, terra mia, comโรจ bello
guardarla
Nun รจ overo nun รจ sempre 'o stesso Non รจ vero, non รจ sempre lo stesso
tutt'e journe po' cagnร Tutti i giorni puรฒ cambiare
ogge รจ diritto, dimane รจ stuorto Oggi รจ dritta, domani รจ storta
e chesta vita se ne va E questa vita se ne va
'e vecchie vanno dintโa chiesa c' a curona pe' Le vecchie vanno in chiesa con la
priร corona per pregare
e 'a paura 'e sta morte ca nun ce vo' lassร E la paura di questa morte che non ci vuol
lasciare
Terra mia, terra mia, tu sรฌ chiena 'e libertร Terra mia, terra mia, tu sei piena di libertร
Terra mia, terra mia, รฌ mรฒ a siento 'a libertร Terra mia, terra mia, io ora la sento, la
libertร
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TIRA A CAMPARE (Edoardo Bennato)
Sรฌ, รจ bella, lo so che รจ bella รจ la mia cittร ... Sรฌ, รจ stanca ed ammalata e forse non vivrร ... Sรฌ, lo so che va di male in peggio sรฌ, lo so, qui รจ tutto un arrembaggio qui si dice: tira a campare tanto niente cambierร ... si dice:
Tira a campare, non cambierร tutto passa bene o male ma per noi non cambierร ... si dice: Tira a campare...
Io che sono nato, io che ho vissuto in mezzo a questa gente io a volte straniero in queste strade dove non funziona niente... Sรฌ, lo so, l'avevo detto io stesso che รจ sbagliato e che non รจ giusto che si deve fare qualcosa ma adesso tu non capirai, se dico:

Tira a campare, non capirai pure io che son dottore che ho fatto l'universitร , sรฌ dico: Tira a campare, รจ meglio qua qua almeno, bene o male c'รจ ancora un poโ d'umanitร ...
E allora dico anch'io: Tira a campare รจ meglio qua, tu che vuoi tu che ne sai, tu che non ci hai vissuto mai io dico: Tira a campare...
